CICLO DI INCONTRI
Opporsi
alla guerra
Argomenti, alternative e strumenti per prendere parola
Con Francesco Vignarca
CONOSCERE · CONFRONTARSI · PARTECIPARE
La pace
non si aspetta.
Si costruisce.
QUATTRO INCONTRI, UNA DOMANDA
Come se ne esce?
4 incontri online
Live su piattaforma Zoom
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Possibilità di fruizione in differita
+50 lectures disponibili
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IL PROGRAMMA
Capire la guerra. Trovare le parole per opporsi
Capire la guerra.
Trovare le parole per opporsi
MARTEDÌ 3 NOVEMBRE
18.00 – 19.00
Più armi ci rendono più sicuri?
Capire il riarmo e il linguaggio della guerra
Che cosa intendiamo per sicurezza? Partiremo dalla pace come processo attivo per discutere il riarmo, i presupposti e i rischi della deterrenza, il peso delle spese militari e il linguaggio che presenta la guerra come inevitabile.
Sicurezza comune · Deterrenza · Riarmo
Tutti i temi dell’incontro
- Pace positiva e attiva. Cessazione della violenza e costruzione delle condizioni perché non ricominci; coinvolgimento delle popolazioni e delle comunità, oltre all’azione delle cancellerie.
- Sicurezza comune. La lezione di Olof Palme e il confronto con una sicurezza declinata soltanto in chiave militare.
- Deterrenza. Il ragionamento secondo cui armarsi può prevenire una guerra: presupposti, condizioni e rischi, in relazione alla sicurezza comune.
- Disarmo umanitario e disarmo climatico. Le due prospettive e il loro rapporto con una politica pacifista nonviolenta.
- Conflitti, spese militari e militarizzazione. Il quadro dei conflitti in corso e del riarmo; l’andamento della spesa militare negli ultimi venticinque anni.
- Il boomerang delle armi. Il caso Yemen e la dispersione degli armamenti in Afghanistan e Iraq; i limiti della superiorità di fuoco rispetto alla produzione di pace e al cambio di regime.
- Linguaggio della guerra. Esempi del passaggio da una minaccia alla presunta inevitabilità di una determinata risposta militare.
MARTEDÌ 10 NOVEMBRE
18.00 – 19.00
Come si esce da una guerra?
Difesa, negoziato e alternative nonviolente
Come proteggere chi viene aggredito e aprire una via d’uscita? Esamineremo negoziato, mediazione e difesa civile nonviolenta, anche attraverso il caso Ucraina: strumenti concreti da valutare nei risultati, nelle difficoltà e nei limiti.
Protezione · Mediazione · Difesa civile
Tutti i temi dell’incontro
- La non chiusura delle guerre. Il prolungamento dei conflitti e il ruolo degli accordi nella loro conclusione; il confronto fra gli anni Settanta e il presente.
- Aggressione e protezione. Come proteggere chi viene aggredito? Distinzione fra responsabilità dell’aggressione, bisogni di sicurezza e valutazione dei mezzi; rapporto fra ricerca di una via d’uscita e tutela delle persone.
- Il caso Ucraina. Due ambiguità speculari: bloccare ogni percorso possibile oppure promettere l’arma «decisiva» senza indicare dove conduca.
- Costruire le aperture. Il «se Putin non vuole» e le possibilità di tregue parziali, scambi di prigionieri e mediazione; la resistenza civile non armata e nonviolenta dei primi mesi.
- Strumenti di intervento e difesa civile. Difesa civile non armata e nonviolenta, corpi civili di pace, diplomazia e cooperazione; il ruolo dell’Europa come mediatore e non come «cliente».
- Funzionamento delle alternative. Problemi affrontati, soggetti coinvolti, meccanismi, risultati documentabili, difficoltà e limiti delle esperienze. Distinzione fra protezione immediata, apertura di un negoziato e prevenzione di lungo periodo.
- Una costruzione con le persone coinvolte. La pace si costruisce con chi è parte del conflitto e con chi vive le diseguaglianze, attraverso prossimità e reti, senza una «bacchetta magica».
MARTEDÌ 17 NOVEMBRE
18.00 – 19.00
«E allora che cosa proponete?»
Affrontare le obiezioni alla pace
Affronteremo quattro obiezioni frequenti alla pace, imparando a riconoscere le preoccupazioni che esprimono e le premesse da discutere. Confronteremo risposte deboli e formulazioni più precise, per costruire argomenti brevi, documentati e consapevoli dei propri limiti.
Obiezioni · Argomenti · Confronto
Tutti i temi dell’incontro
- Il pensiero binario. La contrapposizione «armi sì o no», quando concentra l’attenzione su un effetto secondario invece di considerare il sistema e la prospettiva politica.
- Le premesse presentate come indiscutibili. Gli esempi «nemico malvagio» e «nessuno vuole negoziare» e il modo in cui orientano la discussione.
- Le dispute che chiudono il confronto. La disputa teorica sul passato e sulle armi «offensive o difensive», quando impedisce di ragionare sulle possibilità di uscita dalla guerra.
- Quattro obiezioni alla pace. «Se un paese viene aggredito, come si difende?»; «Le armi non servono a evitare la guerra?»; «Se l’altra parte non vuole negoziare, che cosa proponete?»; «Chiedere la pace mette sullo stesso piano aggressore e aggredito?».
- Come si possono costruire delle risposte. Riconoscere la preoccupazione espressa, individuare il passaggio da discutere e formulare una risposta breve con una distinzione, una ragione documentata e un’alternativa pertinente; riconoscere i limiti della risposta e i punti da approfondire.
- Confronto fra risposte possibili. Analisi di una risposta debole e di una formulazione più precisa, attraverso esempi collegati ai dati e ai casi dei primi due incontri.
MARTEDÌ 24 NOVEMBRE
18.00 – 19.00
Che cosa possiamo fare noi?
Strumenti e campagne per agire
Dal disarmo nucleare alle armi autonome, dalla difesa civile al controllo dell’export: approfondiremo due campagne e ci orienteremo tra le altre iniziative. Vedremo come partecipare alle reti per la pace, anche con poco tempo e senza esperienza.
Campagne · Reti · Possibilità di azione
Tutti i temi dell’incontro
- Approfondimento di due campagne selezionate fra quelle presentate, con un orientamento sulle altre iniziative e sui riferimenti per proseguire.
- Disarmo nucleare. Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW) e campagna ICAN.
- Armi autonome e intelligenza artificiale bellica. Stop Killer Robots e dibattito ONU.
- Un’altra difesa è possibile. La campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta e la proposta di legge d’iniziativa popolare.
- Esportazione di armi e opposizione al riarmo. Il controllo dell’export attraverso la legge 185/90 e «Ferma il Riarmo».
- L’incidenza della società civile. Come si muove l’azione globale per la pace: problemi affrontati, cambiamenti perseguiti, soggetti che possono deciderli, risultati ottenuti e obiettivi ancora aperti; il rapporto fra partecipazione e decisioni.
- Come partecipare e attivarsi. Possibilità di contribuire anche senza esperienza e con poco tempo; riferimenti delle iniziative e delle reti, modalità per seguirne gli sviluppi.
L’ESPERTO
Ne parliamo con
Francesco Vignarca è coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo e cofondatore dell’Osservatorio Mil€x. Da oltre vent’anni si occupa di disarmo, spese militari e politiche nonviolente, promuovendo campagne nazionali e internazionali per la pace.
Ha collaborato con Emergency e con importanti reti pacifiste internazionali, portando le istanze del disarmo fino alle istituzioni europee e alle Nazioni Unite. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui Armi, un affare di Stato e Disarmo nucleare, nel 2020 ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza insieme a Sergio Bassoli.
Francesco Vignarca
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L'amore è cambiato
Annalisa Ambrosio
Ci hanno fatto credere che innamorarsi sia solo il primo passo di un copione già scritto. Ma se non fosse proprio così?

Ritrovare l'anima
Romano Madera
Che cosa possiamo fare, concretamente, per provare a tornare in contatto con la nostra anima?

Nessuno è libero da solo
Giuseppe Ferraro
Dicono che essere liberi significa sapersela cavare da soli. Ma se fosse il contrario?

Politiche del Fantastico
T. Ariemma & P. Bertetti
Può il fantastico videoludico e cinematografico dare fiato all’immaginario collettivo e favorire la nascita del nuovo?

Il linguaggio del lutto
Ines Testoni
Riuscire a dare un nome alla sofferenza. Perché è così importante?

Tutelare la dignità nei luoghi di cura
Sonia Ambroset
Come tutelare la dignità nostra e dei nostri cari malati
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