online

  • su piattaforma zoom
  • possibilità di fruizione in differita
  • 4 incontri da 2h e 30min
  • attestato di fine corso
  • posti disponibili: 3

Là dove non si guarda

Riconoscere, legittimare e prendersi cura della salute vulvare

Per quale motivo è così difficile parlare delle vulve?

Perché tendiamo a sottovalutare sensazioni e dolori che potrebbero indicare vulvodinia o endometriosi?

E quali sono le buone pratiche o gli strumenti che possiamo adottare per riappropriarci della salute vulvare?

IL PROGRAMMA

Questo corso si propone di offrire ai partecipanti conoscenze, competenze e nuove abitudini culturali per superare i tabù che impediscono l’educazione alla salute vulvare, con particolare riferimento a vulvodinia e endometriosi.

Esploreremo come lo stigma, la vergogna e l’assenza di parole abbiano costruito una distanza tra il nostro sguardo e il nostro corpo, generando conseguenze anche cliniche, come il ritardo diagnostico e la medicalizzazione distorta.

L’obiettivo è creare uno spazio di riflessione e trasformazione collettiva: un invito a guardare dove non si guarda, per imparare a riconoscere, dare un nome e curare.

Perché un corso di questo tipo, adesso?

Viviamo in un tempo in cui la salute è al centro del discorso pubblico, ma le vulve restano ancora immerse in una zona d’ombra culturale. Nonostante colpisca una 1 donna su 7, il dolore pelvico femminile è spesso invisibile, sottovalutato e stigmatizzato. In questo silenzio si intrecciano cultura, potere, medicina e identità di genere, creando sabbie mobili che isolano i più fragili e colpevolizzano la sofferenza.

Per questo c’è bisogno di costruire linguaggi nuovi e un’educazione sensibile che ci facciano riavvicinare a ciò che per troppo tempo è stato considerato imbarazzante o sconveniente, dandoci la possibilità di trasformare la vergogna in conoscenza, e la conoscenza in spazi di crescita, benessere e autodeterminazione.

A chi si rivolge?

Il corso si rivolge a coloro che desiderano esplorare le relazioni tra cultura, salute e consapevolezza corporea, con un focus sulle vulve e sulla salute pelvica. E nello specifico è destinato a:

  • Tutte le persone con vulva in diverse fasi di vita (ad es. post-parto, ciclo irregolare, perimenopausa) che desiderano conoscere e prendersi cura della propria salute vulvare.
  • Chiunque viva accanto a corpi con vulva e che sentono la mancanza di uno sguardo consapevole per sostenerne il benessere.
  • Professionist* sanitari e della cura  in ambito ostetrico, ginecologo, infermieristico, psicologico, fisioterapico, etc.
  • Chi vive fastidio o dolore ricorrenti nell’area vulvare-pelvica (bruciore, prurito, secchezza, fitte, dolore ai rapporti penetrativi, problemi a indossare tacchi o usare la bicicletta, crampi), con o senza diagnosi di vulvodinia o endometriosi.
  • A chi ha avuto problemi di salute nell’area pelvico-vulvare, subito l’invalidazione dei propri sintomi dolorosi o difficoltà a trovare spazi dedicati alla salute vulvare
  • Partner, genitori e caregivers che vogliono comprendere meglio, sostenere e non invalidare il dolore.
  • Insegnanti, educator*, student* interessat* a linguaggi adeguati e non stigmatizzanti.
  • Attivisti e referenti di associazioni per la salute di genere e i diritti alla cura
  • Chiunque senta il bisogno di riscrivere il proprio rapporto con le vulve attraverso strumenti teorici e pratici.

Non sono richieste competenze specifiche: il percorso è accessibile e pensato per accompagnare ogni partecipante in un viaggio di crescita, cura di sé e scoperta condivisa.

È possibile seguire le lezioni in differita?

Certamente, ogni lezione sarà videoregistrata e messa a disposizione dei partecipanti che non potranno essere presenti.

Perché è necessario pagare una quota di iscrizione?

Perché la Scuola Capitale Sociale non riceve finanziamenti e sostegni né da enti pubblici né da soggetti privati.

Questo garantisce autonomia e indipendenza, ma rende necessario il pagamento di un contributo per far fronte alle spese di gestione dell’iniziativa, che sono: segreteria, editing video, spese pubblicitarie, docenza e progettazione didattica, tutoraggio d’aula, mantenimento delle piattaforme.

La quota è tenuta al minimo possibile per garantire una partecipazione ampia e orizzontale.

Dove si terrà?

Il corso si terrà online sulla piattaforma zoom di Scuola Capitale Sociale.

Si riceve un attestato di partecipazione?

Alla fine delle lezioni, per chi avrà portato a termine almeno 2/3 del percorso, sarà rilasciato un attestato di partecipazione contenente il numero di ore svolte, gli argomenti trattati, la firma del Presidente della Scuola.

 MODULO 1

Lunedì 6 ottobre (17.30 – 20.00)

Guardarsi: il corpo come luogo culturale

In questo modulo guarderemo alla densità culturale delle vulve nella nostra società, analizzando le parole che usiamo per rappresentarle e alcune immagini della storia dell’arte. Attraverso gli strumenti dell’antropologia, affronteremo temi quali sessualità, aspettative di genere, salute mestruale e potere riproduttivo.

· Il corpo come costruzione culturale

· Le vulve e il linguaggio dell’imbarazzo

· Sessualità e aspettative di genere

· Salute mestruale e potere riproduttivo

· Le rappresentazioni nell’arte visuale

· Strumenti antropologici per analizzare la culture

 MODULO 2

Lunedì 13 ottobre (17.30 – 20.00)

Nominare: la medicina e i suoi silenzi

Esamineremo come i saperi biomedici siano storicamente costruiti su lacune e disuguaglianze di genere, con un focus su vulvodinia ed endometriosi come casi emblematici di ritardo diagnostico e invalidazione del dolore.

· La bio-medicina come sistema culturale

· Il gender gap nella ricerca scientifica

· Le discriminazioni nella cura: “alcuni dolori sono più veri di altri”

· Il sapere situato e il contro-sapere dell’attivismo

 MODULO 3

Lunedì 20 ottobre (17.30 – 20.00)

Sentire: educare lo sguardo, ampliare la nostra normalità

In questo modulo parleremo di sessualità, chirurgia estetica, depilazione, pornografia e attese di genere per provare a costruire spazi di benessere vulvare tra consenso e una cultura del piacere.

· Densità culturale tra sfide e possibilità

· Attese di genere tra sessualità,

depilazione e chirurgia estetica genitale

· Intersessualità e eteronormatività

· Attese performative e il ruolo della pornografia

· Come educare alla cultura del piacere?

 MODULO 4

Lunedì 27 ottobre (17.30 – 20.00)

Trasformare: conoscenza, cura e riappropriazione

Come portare avanti una nuova grammatica della cura, del diritto alla salute e del benessere per le vulve? Il modulo conclusivo analizzerà alcune azioni di antropologia applicata volte a rendere le vulve come “buone da pensare”

· Antropologia applicata e una mostra

virtuale dedicata al Dolore Vulvare

· Riappropriazione narrativa e alleanze

educative con professionist* della cura

· Insegnare giustizia sociale nelle scuole:

le “merende sinoire della vulva”

· Proposte per il futuro: come cambiamo il mondo?

LA DOCENTE

FEDERICA MANFREDI

Federica Manfredi è antropologa e formatrice specializzata in temi quali corpo, genere e salute, prediligendo metodi di ricerca partecipata e di disseminazione multi-sensoriale. Dopo il dottorato in Antropologia Medica, dal 2021 progetta e conduce percorsi educativi su corpo, genere e dolore rivolti a giovani, adultə e professionistə.

È project manager di V‑DAYS – Vulvar Dialogues About Youth and Sexuality e curatrice della mostra itinerante “Il Dolore Vulvare. Arte. Scienza. Resistenza”, che esplora modalità di sensibilizzazione e persegue obiettivi di giustizia sociale nell’ambito della salute di genere.

Lavora con metodologie creative, strumenti ludico-visivi e disegna laboratori per creare spazi di dissidenza e introspezione, co-costruzione di conoscenza e  trasformazione culturale. Crede nella possibilità di rendere visibile ciò che è stato silenziato al fine di migliorare l’accesso al benessere e alla capacità di autodeterminazione libera e consapevole.

COME PARTECIPARE

Per iscriversi è necessario versare un contributo di partecipazione pari a 130,00 euro. Per inviare una richiesta, scrivi a segreteria@scuolacapitalesociale.it o compila il form qui sotto. Nel contributo è già inclusa la quota associativa obbligatoria.

Sconti e agevolazioni

Sconto tessera sociale

Ricorda che se sei socia/o della Scuola, e hai già frequentato un corso a prezzo intero, hai diritto a uno sconto del 30% sul corso successivo!

POSTI ANCORA DISPONIBILI

Là dove non si guarda

Riconoscere, legittimare e prendersi cura della salute vulvare

Per quale motivo è così difficile parlare delle vulve?

Perché tendiamo a sottovalutare sensazioni e dolori che potrebbero indicare vulvodinia o endometriosi?

E quali sono le buone pratiche o gli strumenti che possiamo adottare per riappropriarci della salute vulvare?

IL PROGRAMMA

Questo corso si propone di offrire ai partecipanti conoscenze, competenze e nuove abitudini culturali per superare i tabù che impediscono l’educazione alla salute vulvare, con particolare riferimento a vulvodinia e endometriosi.

Esploreremo come lo stigma, la vergogna e l’assenza di parole abbiano costruito una distanza tra il nostro sguardo e il nostro corpo, generando conseguenze anche cliniche, come il ritardo diagnostico e la medicalizzazione distorta.

L’obiettivo è creare uno spazio di riflessione e trasformazione collettiva: un invito a guardare dove non si guarda, per imparare a riconoscere, dare un nome e curare.

Perché un corso di questo tipo, adesso?

Viviamo in un tempo in cui la salute è al centro del discorso pubblico, ma le vulve restano ancora immerse in una zona d’ombra culturale. Nonostante colpisca una 1 donna su 7, il dolore pelvico femminile è spesso invisibile, sottovalutato e stigmatizzato. In questo silenzio si intrecciano cultura, potere, medicina e identità di genere, creando sabbie mobili che isolano i più fragili e colpevolizzano la sofferenza.

Per questo c’è bisogno di costruire linguaggi nuovi e un’educazione sensibile che ci facciano riavvicinare a ciò che per troppo tempo è stato considerato imbarazzante o sconveniente, dandoci la possibilità di trasformare la vergogna in conoscenza, e la conoscenza in spazi di crescita, benessere e autodeterminazione.

A chi si rivolge?

Il corso si rivolge a coloro che desiderano esplorare le relazioni tra cultura, salute e consapevolezza corporea, con un focus sulle vulve e sulla salute pelvica. E nello specifico è destinato a:

  • Tutte le persone con vulva in diverse fasi di vita (ad es. post-parto, ciclo irregolare, perimenopausa) che desiderano conoscere e prendersi cura della propria salute vulvare.
  • Chiunque viva accanto a corpi con vulva e che sentono la mancanza di uno sguardo consapevole per sostenerne il benessere.
  • Professionist* sanitari e della cura  in ambito ostetrico, ginecologo, infermieristico, psicologico, fisioterapico, etc.
  • Chi vive fastidio o dolore ricorrenti nell’area vulvare-pelvica (bruciore, prurito, secchezza, fitte, dolore ai rapporti penetrativi, problemi a indossare tacchi o usare la bicicletta, crampi), con o senza diagnosi di vulvodinia o endometriosi.
  • A chi ha avuto problemi di salute nell’area pelvico-vulvare, subito l’invalidazione dei propri sintomi dolorosi o difficoltà a trovare spazi dedicati alla salute vulvare
  • Partner, genitori e caregivers che vogliono comprendere meglio, sostenere e non invalidare il dolore.
  • Insegnanti, educator*, student* interessat* a linguaggi adeguati e non stigmatizzanti.
  • Attivisti e referenti di associazioni per la salute di genere e i diritti alla cura
  • Chiunque senta il bisogno di riscrivere il proprio rapporto con le vulve attraverso strumenti teorici e pratici.

Non sono richieste competenze specifiche: il percorso è accessibile e pensato per accompagnare ogni partecipante in un viaggio di crescita, cura di sé e scoperta condivisa.

Dove si terrà?

Il corso si terrà online sulla piattaforma zoom di Scuola Capitale Sociale.

È possibile seguire le lezioni in differita?

Certamente, ogni lezione sarà videoregistrata e messa a disposizione dei partecipanti che non potranno essere presenti.

Si riceve un attestato di partecipazione?

Alla fine delle lezioni, per chi avrà portato a termine almeno 2/3 del percorso, sarà rilasciato un attestato di partecipazione contenente il numero di ore svolte, gli argomenti trattati, la firma del Presidente della Scuola.

Perché è necessario pagare una quota di iscrizione?

Perché la Scuola Capitale Sociale non riceve finanziamenti e sostegni né da enti pubblici né da soggetti privati.

Questo garantisce autonomia e indipendenza, ma rende necessario il pagamento di un contributo per far fronte alle spese di gestione dell’iniziativa, che sono: segreteria, editing video, spese pubblicitarie, docenza e progettazione didattica, tutoraggio d’aula, mantenimento delle piattaforme.

La quota è tenuta al minimo possibile per garantire una partecipazione ampia e orizzontale.

 MODULO 1

Lunedì 6 ottobre (17.30 – 20.00)

Guardarsi: il corpo come luogo culturale

In questo modulo guarderemo alla densità culturale delle vulve nella nostra società, analizzando le parole che usiamo per rappresentarle e alcune immagini della storia dell’arte. Attraverso gli strumenti dell’antropologia, affronteremo temi quali sessualità, aspettative di genere, salute mestruale e potere riproduttivo.

· Il corpo come costruzione culturale

· Le vulve e il linguaggio dell’imbarazzo

· Sessualità e aspettative di genere

· Salute mestruale e potere riproduttivo

· Le rappresentazioni nell’arte visuale

· Strumenti antropologici per analizzare la culture

 MODULO 2

Lunedì 13 ottobre (17.30 – 20.00)

Nominare: la medicina e i suoi silenzi

Esamineremo come i saperi biomedici siano storicamente costruiti su lacune e disuguaglianze di genere, con un focus su vulvodinia ed endometriosi come casi emblematici di ritardo diagnostico e invalidazione del dolore.

· La bio-medicina come sistema culturale

· Il gender gap nella ricerca scientifica

· Le discriminazioni nella cura: “alcuni dolori sono più veri di altri”

· Il sapere situato e il contro-sapere dell’attivismo

 MODULO 3

Lunedì 20 ottobre (17.30 – 20.00)

Sentire: educare lo sguardo, ampliare la nostra normalità

In questo modulo parleremo di sessualità, chirurgia estetica, depilazione, pornografia e attese di genere per provare a costruire spazi di benessere vulvare tra consenso e una cultura del piacere.

· Densità culturale tra sfide e possibilità

· Attese di genere tra sessualità, depilazione e chirurgia estetica genitale

· Intersessualità e eteronormatività

· Attese performative e il ruolo della pornografia

· Come educare alla cultura del piacere?

 MODULO 4

Lunedì 27 ottobre (17.30 – 20.00)

Trasformare: conoscenza, cura e riappropriazione

Come portare avanti una nuova grammatica della cura, del diritto alla salute e del benessere per le vulve? Il modulo conclusivo analizzerà alcune azioni di antropologia applicata volte a rendere le vulve come “buone da pensare”

· Antropologia applicata e una mostra virtuale dedicata al Dolore Vulvare

· Riappropriazione narrativa e alleanze educative con professionist* della cura

· Insegnare giustizia sociale nelle scuole: le “merende sinoire della vulva”

· Proposte per il futuro: come cambiamo il mondo?

LA DOCENTE

FEDERICA MANFREDI

Federica Manfredi è antropologa e formatrice specializzata in temi quali corpo, genere e salute, prediligendo metodi di ricerca partecipata e di disseminazione multi-sensoriale. Dopo il dottorato in Antropologia Medica, dal 2021 progetta e conduce percorsi educativi su corpo, genere e dolore rivolti a giovani, adultə e professionistə.È project manager di V‑DAYS – Vulvar Dialogues About Youth and Sexuality e curatrice della mostra itinerante “Il Dolore Vulvare. Arte. Scienza. Resistenza”, che esplora modalità di sensibilizzazione e persegue obiettivi di giustizia sociale nell’ambito della salute di genere.Lavora con metodologie creative, strumenti ludico-visivi e disegna laboratori per creare spazi di dissidenza e introspezione, co-costruzione di conoscenza e trasformazione culturale. Crede nella possibilità di rendere visibile ciò che è stato silenziato al fine di migliorare l’accesso al benessere e alla capacità di autodeterminazione libera e consapevole.

COME PARTECIPARE

Per iscriversi è necessario versare un contributo di partecipazione pari a 130,00 euro. Per inviare una richiesta, scrivi una mail  a segreteria@scuolacapitalesociale.it o compila il form qui sotto. Nel contributo è già inclusa la quota associativa obbligatoria.

POSTI ANCORA DISPONIBILI

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