Là dove non si guarda
Riconoscere, legittimare e prendersi cura della salute vulvare
Per quale motivo è così difficile parlare delle vulve?
Perché tendiamo a sottovalutare sensazioni e dolori che potrebbero indicare vulvodinia o endometriosi?
E quali sono le buone pratiche o gli strumenti che possiamo adottare per riappropriarci della salute vulvare?
IL PROGRAMMA
Questo corso si propone di offrire ai partecipanti conoscenze, competenze e nuove abitudini culturali per superare i tabù che impediscono l’educazione alla salute vulvare, con particolare riferimento a vulvodinia e endometriosi.
Esploreremo come lo stigma, la vergogna e l’assenza di parole abbiano costruito una distanza tra il nostro sguardo e il nostro corpo, generando conseguenze anche cliniche, come il ritardo diagnostico e la medicalizzazione distorta.
L’obiettivo è creare uno spazio di riflessione e trasformazione collettiva: un invito a guardare dove non si guarda, per imparare a riconoscere, dare un nome e curare.
Perché un corso di questo tipo, adesso?
Viviamo in un tempo in cui la salute è al centro del discorso pubblico, ma le vulve restano ancora immerse in una zona d’ombra culturale. Nonostante colpisca una 1 donna su 7, il dolore pelvico femminile è spesso invisibile, sottovalutato e stigmatizzato. In questo silenzio si intrecciano cultura, potere, medicina e identità di genere, creando sabbie mobili che isolano i più fragili e colpevolizzano la sofferenza.
Per questo c’è bisogno di costruire linguaggi nuovi e un’educazione sensibile che ci facciano riavvicinare a ciò che per troppo tempo è stato considerato imbarazzante o sconveniente, dandoci la possibilità di trasformare la vergogna in conoscenza, e la conoscenza in spazi di crescita, benessere e autodeterminazione.
A chi si rivolge?
Il corso si rivolge a coloro che desiderano esplorare le relazioni tra cultura, salute e consapevolezza corporea, con un focus sulle vulve e sulla salute pelvica. E nello specifico è destinato a:
- Tutte le persone con vulva in diverse fasi di vita (ad es. post-parto, ciclo irregolare, perimenopausa) che desiderano conoscere e prendersi cura della propria salute vulvare.
- Chiunque viva accanto a corpi con vulva e che sentono la mancanza di uno sguardo consapevole per sostenerne il benessere.
- Professionist* sanitari e della cura in ambito ostetrico, ginecologo, infermieristico, psicologico, fisioterapico, etc.
- Chi vive fastidio o dolore ricorrenti nell’area vulvare-pelvica (bruciore, prurito, secchezza, fitte, dolore ai rapporti penetrativi, problemi a indossare tacchi o usare la bicicletta, crampi), con o senza diagnosi di vulvodinia o endometriosi.
- A chi ha avuto problemi di salute nell’area pelvico-vulvare, subito l’invalidazione dei propri sintomi dolorosi o difficoltà a trovare spazi dedicati alla salute vulvare
- Partner, genitori e caregivers che vogliono comprendere meglio, sostenere e non invalidare il dolore.
- Insegnanti, educator*, student* interessat* a linguaggi adeguati e non stigmatizzanti.
- Attivisti e referenti di associazioni per la salute di genere e i diritti alla cura
- Chiunque senta il bisogno di riscrivere il proprio rapporto con le vulve attraverso strumenti teorici e pratici.
Non sono richieste competenze specifiche: il percorso è accessibile e pensato per accompagnare ogni partecipante in un viaggio di crescita, cura di sé e scoperta condivisa.
È possibile seguire le lezioni in differita?
Certamente, ogni lezione sarà videoregistrata e messa a disposizione dei partecipanti che non potranno essere presenti.
Perché è necessario pagare una quota di iscrizione?
Perché la Scuola Capitale Sociale non riceve finanziamenti e sostegni né da enti pubblici né da soggetti privati.
Questo garantisce autonomia e indipendenza, ma rende necessario il pagamento di un contributo per far fronte alle spese di gestione dell’iniziativa, che sono: segreteria, editing video, spese pubblicitarie, docenza e progettazione didattica, tutoraggio d’aula, mantenimento delle piattaforme.
La quota è tenuta al minimo possibile per garantire una partecipazione ampia e orizzontale.
Dove si terrà?
Il corso si terrà online sulla piattaforma zoom di Scuola Capitale Sociale.
Si riceve un attestato di partecipazione?
Alla fine delle lezioni, per chi avrà portato a termine almeno 2/3 del percorso, sarà rilasciato un attestato di partecipazione contenente il numero di ore svolte, gli argomenti trattati, la firma del Presidente della Scuola.
MODULO 1
Lunedì 6 ottobre (17.30 – 20.00)
Guardarsi: il corpo come luogo culturale
In questo modulo guarderemo alla densità culturale delle vulve nella nostra società, analizzando le parole che usiamo per rappresentarle e alcune immagini della storia dell’arte. Attraverso gli strumenti dell’antropologia, affronteremo temi quali sessualità, aspettative di genere, salute mestruale e potere riproduttivo.
· Il corpo come costruzione culturale
· Le vulve e il linguaggio dell’imbarazzo
· Sessualità e aspettative di genere
· Salute mestruale e potere riproduttivo
· Le rappresentazioni nell’arte visuale
· Strumenti antropologici per analizzare la culture
MODULO 2
Lunedì 13 ottobre (17.30 – 20.00)
Nominare: la medicina e i suoi silenzi
Esamineremo come i saperi biomedici siano storicamente costruiti su lacune e disuguaglianze di genere, con un focus su vulvodinia ed endometriosi come casi emblematici di ritardo diagnostico e invalidazione del dolore.
· La bio-medicina come sistema culturale
· Il gender gap nella ricerca scientifica
· Le discriminazioni nella cura: “alcuni dolori sono più veri di altri”
· Il sapere situato e il contro-sapere dell’attivismo
MODULO 3
Lunedì 20 ottobre (17.30 – 20.00)
Sentire: educare lo sguardo, ampliare la nostra normalità
In questo modulo parleremo di sessualità, chirurgia estetica, depilazione, pornografia e attese di genere per provare a costruire spazi di benessere vulvare tra consenso e una cultura del piacere.
· Densità culturale tra sfide e possibilità
· Attese di genere tra sessualità,
depilazione e chirurgia estetica genitale
· Intersessualità e eteronormatività
· Attese performative e il ruolo della pornografia
· Come educare alla cultura del piacere?
MODULO 4
Lunedì 27 ottobre (17.30 – 20.00)
Trasformare: conoscenza, cura e riappropriazione
Come portare avanti una nuova grammatica della cura, del diritto alla salute e del benessere per le vulve? Il modulo conclusivo analizzerà alcune azioni di antropologia applicata volte a rendere le vulve come “buone da pensare”
· Antropologia applicata e una mostra
virtuale dedicata al Dolore Vulvare
· Riappropriazione narrativa e alleanze
educative con professionist* della cura
· Insegnare giustizia sociale nelle scuole:
le “merende sinoire della vulva”
· Proposte per il futuro: come cambiamo il mondo?
LA DOCENTE
FEDERICA MANFREDI
Federica Manfredi è antropologa e formatrice specializzata in temi quali corpo, genere e salute, prediligendo metodi di ricerca partecipata e di disseminazione multi-sensoriale. Dopo il dottorato in Antropologia Medica, dal 2021 progetta e conduce percorsi educativi su corpo, genere e dolore rivolti a giovani, adultə e professionistə.
È project manager di V‑DAYS – Vulvar Dialogues About Youth and Sexuality e curatrice della mostra itinerante “Il Dolore Vulvare. Arte. Scienza. Resistenza”, che esplora modalità di sensibilizzazione e persegue obiettivi di giustizia sociale nell’ambito della salute di genere.
Lavora con metodologie creative, strumenti ludico-visivi e disegna laboratori per creare spazi di dissidenza e introspezione, co-costruzione di conoscenza e trasformazione culturale. Crede nella possibilità di rendere visibile ciò che è stato silenziato al fine di migliorare l’accesso al benessere e alla capacità di autodeterminazione libera e consapevole.
COME PARTECIPARE
Per iscriversi è necessario versare un contributo di partecipazione pari a 130,00 euro. Per inviare una richiesta, scrivi a segreteria@scuolacapitalesociale.it o compila il form qui sotto. Nel contributo è già inclusa la quota associativa obbligatoria.
Sconti e agevolazioni
Sconto tessera sociale
Ricorda che se sei socia/o della Scuola, e hai già frequentato un corso a prezzo intero, hai diritto a uno sconto del 30% sul corso successivo!
POSTI ANCORA DISPONIBILI
Là dove non si guarda
Riconoscere, legittimare e prendersi cura della salute vulvare
Per quale motivo è così difficile parlare delle vulve?
Perché tendiamo a sottovalutare sensazioni e dolori che potrebbero indicare vulvodinia o endometriosi?
E quali sono le buone pratiche o gli strumenti che possiamo adottare per riappropriarci della salute vulvare?
IL PROGRAMMA
Questo corso si propone di offrire ai partecipanti conoscenze, competenze e nuove abitudini culturali per superare i tabù che impediscono l’educazione alla salute vulvare, con particolare riferimento a vulvodinia e endometriosi.
Esploreremo come lo stigma, la vergogna e l’assenza di parole abbiano costruito una distanza tra il nostro sguardo e il nostro corpo, generando conseguenze anche cliniche, come il ritardo diagnostico e la medicalizzazione distorta.
L’obiettivo è creare uno spazio di riflessione e trasformazione collettiva: un invito a guardare dove non si guarda, per imparare a riconoscere, dare un nome e curare.
Perché un corso di questo tipo, adesso?
Viviamo in un tempo in cui la salute è al centro del discorso pubblico, ma le vulve restano ancora immerse in una zona d’ombra culturale. Nonostante colpisca una 1 donna su 7, il dolore pelvico femminile è spesso invisibile, sottovalutato e stigmatizzato. In questo silenzio si intrecciano cultura, potere, medicina e identità di genere, creando sabbie mobili che isolano i più fragili e colpevolizzano la sofferenza.
Per questo c’è bisogno di costruire linguaggi nuovi e un’educazione sensibile che ci facciano riavvicinare a ciò che per troppo tempo è stato considerato imbarazzante o sconveniente, dandoci la possibilità di trasformare la vergogna in conoscenza, e la conoscenza in spazi di crescita, benessere e autodeterminazione.
A chi si rivolge?
Il corso si rivolge a coloro che desiderano esplorare le relazioni tra cultura, salute e consapevolezza corporea, con un focus sulle vulve e sulla salute pelvica. E nello specifico è destinato a:
- Tutte le persone con vulva in diverse fasi di vita (ad es. post-parto, ciclo irregolare, perimenopausa) che desiderano conoscere e prendersi cura della propria salute vulvare.
- Chiunque viva accanto a corpi con vulva e che sentono la mancanza di uno sguardo consapevole per sostenerne il benessere.
- Professionist* sanitari e della cura in ambito ostetrico, ginecologo, infermieristico, psicologico, fisioterapico, etc.
- Chi vive fastidio o dolore ricorrenti nell’area vulvare-pelvica (bruciore, prurito, secchezza, fitte, dolore ai rapporti penetrativi, problemi a indossare tacchi o usare la bicicletta, crampi), con o senza diagnosi di vulvodinia o endometriosi.
- A chi ha avuto problemi di salute nell’area pelvico-vulvare, subito l’invalidazione dei propri sintomi dolorosi o difficoltà a trovare spazi dedicati alla salute vulvare
- Partner, genitori e caregivers che vogliono comprendere meglio, sostenere e non invalidare il dolore.
- Insegnanti, educator*, student* interessat* a linguaggi adeguati e non stigmatizzanti.
- Attivisti e referenti di associazioni per la salute di genere e i diritti alla cura
- Chiunque senta il bisogno di riscrivere il proprio rapporto con le vulve attraverso strumenti teorici e pratici.
Non sono richieste competenze specifiche: il percorso è accessibile e pensato per accompagnare ogni partecipante in un viaggio di crescita, cura di sé e scoperta condivisa.
Dove si terrà?
Il corso si terrà online sulla piattaforma zoom di Scuola Capitale Sociale.
È possibile seguire le lezioni in differita?
Certamente, ogni lezione sarà videoregistrata e messa a disposizione dei partecipanti che non potranno essere presenti.
Si riceve un attestato di partecipazione?
Alla fine delle lezioni, per chi avrà portato a termine almeno 2/3 del percorso, sarà rilasciato un attestato di partecipazione contenente il numero di ore svolte, gli argomenti trattati, la firma del Presidente della Scuola.
Perché è necessario pagare una quota di iscrizione?
Perché la Scuola Capitale Sociale non riceve finanziamenti e sostegni né da enti pubblici né da soggetti privati.
Questo garantisce autonomia e indipendenza, ma rende necessario il pagamento di un contributo per far fronte alle spese di gestione dell’iniziativa, che sono: segreteria, editing video, spese pubblicitarie, docenza e progettazione didattica, tutoraggio d’aula, mantenimento delle piattaforme.
La quota è tenuta al minimo possibile per garantire una partecipazione ampia e orizzontale.
MODULO 1
Lunedì 6 ottobre (17.30 – 20.00)
Guardarsi: il corpo come luogo culturale
In questo modulo guarderemo alla densità culturale delle vulve nella nostra società, analizzando le parole che usiamo per rappresentarle e alcune immagini della storia dell’arte. Attraverso gli strumenti dell’antropologia, affronteremo temi quali sessualità, aspettative di genere, salute mestruale e potere riproduttivo.
· Il corpo come costruzione culturale
· Le vulve e il linguaggio dell’imbarazzo
· Sessualità e aspettative di genere
· Salute mestruale e potere riproduttivo
· Le rappresentazioni nell’arte visuale
· Strumenti antropologici per analizzare la culture
MODULO 2
Lunedì 13 ottobre (17.30 – 20.00)
Nominare: la medicina e i suoi silenzi
Esamineremo come i saperi biomedici siano storicamente costruiti su lacune e disuguaglianze di genere, con un focus su vulvodinia ed endometriosi come casi emblematici di ritardo diagnostico e invalidazione del dolore.
· La bio-medicina come sistema culturale
· Il gender gap nella ricerca scientifica
· Le discriminazioni nella cura: “alcuni dolori sono più veri di altri”
· Il sapere situato e il contro-sapere dell’attivismo
MODULO 3
Lunedì 20 ottobre (17.30 – 20.00)
Sentire: educare lo sguardo, ampliare la nostra normalità
In questo modulo parleremo di sessualità, chirurgia estetica, depilazione, pornografia e attese di genere per provare a costruire spazi di benessere vulvare tra consenso e una cultura del piacere.
· Densità culturale tra sfide e possibilità
· Attese di genere tra sessualità, depilazione e chirurgia estetica genitale
· Intersessualità e eteronormatività
· Attese performative e il ruolo della pornografia
· Come educare alla cultura del piacere?
MODULO 4
Lunedì 27 ottobre (17.30 – 20.00)
Trasformare: conoscenza, cura e riappropriazione
Come portare avanti una nuova grammatica della cura, del diritto alla salute e del benessere per le vulve? Il modulo conclusivo analizzerà alcune azioni di antropologia applicata volte a rendere le vulve come “buone da pensare”
· Antropologia applicata e una mostra virtuale dedicata al Dolore Vulvare
· Riappropriazione narrativa e alleanze educative con professionist* della cura
· Insegnare giustizia sociale nelle scuole: le “merende sinoire della vulva”
· Proposte per il futuro: come cambiamo il mondo?
LA DOCENTE
FEDERICA MANFREDI
Federica Manfredi è antropologa e formatrice specializzata in temi quali corpo, genere e salute, prediligendo metodi di ricerca partecipata e di disseminazione multi-sensoriale. Dopo il dottorato in Antropologia Medica, dal 2021 progetta e conduce percorsi educativi su corpo, genere e dolore rivolti a giovani, adultə e professionistə.È project manager di V‑DAYS – Vulvar Dialogues About Youth and Sexuality e curatrice della mostra itinerante “Il Dolore Vulvare. Arte. Scienza. Resistenza”, che esplora modalità di sensibilizzazione e persegue obiettivi di giustizia sociale nell’ambito della salute di genere.Lavora con metodologie creative, strumenti ludico-visivi e disegna laboratori per creare spazi di dissidenza e introspezione, co-costruzione di conoscenza e trasformazione culturale. Crede nella possibilità di rendere visibile ciò che è stato silenziato al fine di migliorare l’accesso al benessere e alla capacità di autodeterminazione libera e consapevole.
COME PARTECIPARE
Per iscriversi è necessario versare un contributo di partecipazione pari a 130,00 euro. Per inviare una richiesta, scrivi una mail a segreteria@scuolacapitalesociale.it o compila il form qui sotto. Nel contributo è già inclusa la quota associativa obbligatoria.